Il convegno dei miracoli
Giorni fa mi hanno mandato a un convegno. Posto prestigioso, relatori prestigiosi, pubblico prestigioso, tranne me, altri ricercatori e cronisti vari. Le poltrone rosse in prima fila erano vuote, perché riservate ai superprestigiosi. Dopo quasi un’oretta in piedi, incredibile ma vero, una hostess mi si avvicina e mi invita a sedermi nella fila dei potenti dove è rimasto un posto libero. Mi sento un paria che per un misterioso volere di Budda è passato alla casta dei nobili e dei guerrieri. Neanche dieci minuti e arriva una personalità politica nota (diciamo che è stato il ministro più giovane dei governi italiani).
La signorina scatta solerte e ossequiosa, si avvicina a me e mi invita ad alzarmi per far posto all’onorabile onorevole. E a questo punto succede il vero grande miracolo: lui (proprio lui) mi blocca dicendo: “Signora ci mancherebbe… stia comoda” e fa cenno all’hostess di far alzare uno degli uomini. Io resto seduta a metà con la borsa in grembo e pronta allo scatto per dileguarmi al primo cenno. Lui si sistema nella poltrona accanto alla mia, io mi riappoggio allo schienale ancora guardinga, ma perdo la presa sulla borsa che scivola a una velocità pazzesca dalle mie gambe, si apre e molti, davvero molti, molti, molti oggetti cadono a terra.
Non potendomi procurare una morte rapida, li raccolgo affannosamente rinunciando al costoso profumo spray incastratosi tra i piedi dell’onorevole. A questo punto, terzo e ultimo miracolo: lui si china raccatta lo spray e me lo porge con un accenno di sorriso.
Per tutto il resto del convegno sono rimasta perdutamente innamorata di Letta il giovane.
L’ho già raccontato a duecentocinquanta persone. Per stasera sarà tutto finito. Spero.




