domenica, 27 maggio 2007
Rabbia
 
Il punto è questo: cosa si fa quando sei a una cena, tutte coppie, tu spaiata messa seduta accanto all’altro spaiato di turno e un commensale se ne esce con una tirata offensiva su quelle rompicoglioni delle donne separate, piene di problemi, con figli al seguito e sempre disperatamente a caccia di una nuova sistemazione? Essendo io una donna serenamente separata e per niente a caccia di quei miserabili avanzi rimasti sul mercato, m’é andato di traverso il profiterol e ho provato il subitaneo istinto di lanciare al “signore” il coltellino da dessert, unico oggetto tagliente rimasto sulla tavola. Me ne sarebbero serviti due, in realtà, uno anche per la moglie che gongolava soddisfatta di essere nella giusta e rispettabile posizione sociale.
Il mondo non è cambiato molto, in fondo.
Intanto la padrona di casa, la sola a conoscermi, ha cominciato a parlare a macchinetta spaziando da Bagnasco al dr House.
Ho sussurrato al mio imbarazzato vicino se fosse stato disposto a passarmi il trinciapolli rimasto sul carrello ma con un’occhiata mi ha supplicata di soprassedere.
Più tardi a letto mi sono venute, come sempre, tutte le magnifiche risposte che avrei potuto dare a quell’orrido uomo e più le pensavo più le raffinavo nella cattiveria. Ma tanto…
 
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domenica, 20 maggio 2007
Da capo a piedi
 
“Quindi hai deciso?”
“Sì, mi ricovero il 28 e faccio tutto.”
“Tutto cosa? Non dovevi farti resegare le “cipolle” dai piedi? Che poi, io non lo so, ma a me sembra una follia… tutto il dolore che dovrai patire solo per due sporgenze dell’osso!
“Ma dico: ti rendi conto che devo sempre rinunciare alle scarpe più carine e per trovarne un paio comode mi tocca andare da Barbiconi!*
“Mah! E cos’è questo “tutto” di cui parlavi?”
“Mi faccio tirare le palpebre.”
“Le palpebre? Mio dio cos’hanno?”
“ Sono scese, cara, se non te ne sei accorta. Non riesco più nemmeno a mettermi l’ombretto. E poi invecchiano.”
“Io non me ne sono mai accorta…”
“E invece dovresti pensarci anche tu. E’ ora. Abbiamo un’età!”
“Un’età… di già?”
“Altrochè, qui sta crollando tutta la baracca. Per questo ho pensato di farmi tirare anche la pancia.”
“Gesù, tutto assieme!”
“Dico: ti rendi conto quanto mi costa una camera in clinica? Devo mettere a frutto stanza, sala operatoria, chirurgo e un’anestesia totale.”
“Bè, in effetti, messa così è un bel risparmio. Ma, al risveglio, non hai paura di tutto quel dolore variamente dislocato?"
"Ne varrà la pena."
Io andrò a trovarla perché è un’amica. Ma se penso alla scena di trovarla stesa, con i piedi fasciati, le palpebre sbarrate tipo Arancia meccanica e rigida come una mummia perché se sospira le si squarcia la pancia… io non so se ce la farò a restare seria.
 
*storico negozio romano per ecclesiastici
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domenica, 13 maggio 2007
L’ingegnere del terzo piano colpisce ancora
 
Ieri ho avuto il piacere di sentire di nuovo la voce stridula dell’ingegnere del terzo piano. Avevo appena annaffiato quelle quattro piante mortaccine che ho sul davanzale, quando trilla vigoroso il citofono.
“Signora, sono Sempronio del terzo piano.”
Il rompicoglioni di razza.
“Dica, ingegnere”
“Mi sono piovute delle gocce sul parapetto del terrazzino.”
“Bene”
“No bene, signora. Male.”
“Perché, scusi?”
“Perché provenivano dal suo davanzale.”
“Preferiva che provenissero da un altro?”
“Signora non faccia la spiritosa! Lei deve annaffiare con moderazione.”
“Io annaffio con moderazione.”
“No, se vuole salgo e le dico come si annaffia correttamente.”
“Lei è un giardiniere? Un botanico?”
“No, sono un ingegnere ma mi intendo di piante e giardinaggio.”
“Arrivederla, ingegnere.”
Neanche due minuti e suona il campanello della porta.
Apro e me lo trovo davanti, rigido e impettito come il suo parapetto, con un piccolo annaffiatoio a beccuccio lungo in mano.
“Vede signora, questo è l’attrezzo giusto che lei deve adoperare per annaffiare le sue piante. Cosa usa lei, per curiosità?”
“Bicchieri o la brocca dell’acqua se voglio farla corta.”
“Bicchieri!”
“Bicchieri.”
Riprende colore e senza indugio si introduce in casa mia.
“Signora, se permette, le mostro l’efficacia di questo strumento: lei annaffierà più agilmente e io non sarò disturbato dalle sue gocce.”
“Ma che fastidio danno le mie quattro gocce al suo davanzale? Si asciugano, no? Mica le arrivano addosso!”
“Signora, di gocce accetto solo quelle che ci manda a suo piacere nostro Signore.”
Quest’uomo mi porterà dritta in galera per omicidio volontario e gratuitamente efferato. Ma mi daranno le attenuanti. Quintali di attenuanti. Oh si, ne varrà la pena.
Spalanca deciso la finestra e, dimenticando che le piante sono state già annaffiate e hanno già disturbato il suo insigne parapetto, va giù deciso di annaffiatoio.
L’acqua trabocca rapida dalla sottostante vaschetta e precipita felice in quantità intollerabili nel vuoto atterrando dove so già.
“Signora!!” - si alza pronta una voce femminile perentoria e indignata. E’ la degna moglie dell’ingegnere rimasta in attesa sul terrazzino, sporgendosi ad origliare la lezioncina che il coscienzioso marito era venuto a impartirmi.
Mi affaccio: l’amabile signora con bigodini e retina in testa e totalmente fradicia. E soprattutto è furibonda. Chiudo la finestra, grata alla giustizia divina.
“Grazie ingegnere, il suo consiglio è stato prezioso. Questo annaffiatoio è davvero fantastico. Arrivederci e buona giornata.”
I bicchieri vanno benissimo.
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mercoledì, 02 maggio 2007
Te la do io l’alternativa!
 
“Mamma c’è da firmare.”
 Ormai è un rito serale. Nell’attimo esatto in cui sto per chiudere gli occhi Giorgia si presenta con qualche foglio di avviso per Assemblee d’Istituto, Consigli di Classe e miliardi di altre informative scolastiche. Neanche Prodi firma così tanto!
Inforco gli occhiali e leggo le seguenti testuali parole:
“Il Collegio dei Docenti, riunito oggi in seduta straordinaria, considerando suo compito formativo accompagnare gli alunni nel percorso verso una cittadinanza responsabile e verso una legalità sostanziale e progressivamente acquisita…  - mi gira la testa: che vuol dire??!! …dopo attenta riflessione sulla proposta di didattica alternativa presentata in data 18 aprile (dagli studenti in rivolta, n.d.r.)."
“In rivolta?” la guardo sbigottita al disopra degli occhiali.
“Mamma, abbiamo fatto una  dimostrazione davanti alla scuola - fa lei condiscendente - firma su.”
“Tu hai partecipato a una rivolta? E perché mai?”
“Ma il perché non lo so, noi dopo dieci minuti ce ne siamo andate a Villa Borghese.”
Gesummaria.
“E poi leggi, c’è scritto lì il perché.”
" …Proponiamo, venendo incontro alle esigenze espresseci da professori e alunni, di svolgere le prime due ore di didattica in classe con il docente di turno, durante le quali si potranno ripassare gli argomenti precedenti, si potranno aiutare gli alunni con maggiori difficoltà didattiche oppure, se il professore lo volesse, svolgere attività di didattica alternativa. Al termine delle prime due ore, le lezioni si svolgeranno a classi aperte, con corsi tenuti da relatori della componente studentesca, eventualmente supportati da professori, qualora questi siano d'accordo. ”
Non capisco niente ma la parola “alternativa” mi ricorda altri tempi rivoltosi e soprattutto mi ricorda parecchia fuffa.
“Giorgia mi spieghi?”
“Oddio mamma, possibile che non capisci? Per una o due  settimane, nelle prime due ore i prof non possono interrogare, al massimo ripassare qualcosa e poi si fanno corsi vari.”
“Tipo?”
“Teatro, scacchi, danza del ventre…”
“Danza del ven…stai scherzando?”
“Mamma è una espressione di un’altra cultura.”
La puzza di fuffa aumenta.
“Allora perché non cominciate dalla nostra, di cultura, con una bella tarantella?”
“Tarantella che roba è? Un dolce?”
“Lo vedi? E dimmi, cara, in che regione si trova Vercelli?”
 “Vercelli? Che c’entra, sei impazzita?”
“Lo sai o no?”
“…”
In che anno l’Italia è diventata una Repubblica?
“…”
“Chi ha firmato le Leggi Razziali?”
“…”
Domani vado dalla preside e ve li do io scacchi, teatro e compagnia bella. La mia generazione ha urlato indignata contro il nozionismo ma ora lo rivoglio tutto!
postato da: violacciocca alle ore 20:24 | Permalink | commenti (38)
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