mercoledì, 19 settembre 2007
Una vita da avatar
 
La settimana scorsa ho incontrato l’uomo della mia vita: il dietologo. Il mio giro vita ha raggiunto un’espansione considerevole negli ultimi mesi, con il colpo di grazia finale della cucina siciliana delle vacanze. Pur di non affrontare una dieta, ho cercato di vederla in positivo, tipo che avrei galleggiato meglio in mare visto che non so nuotare, oppure che avrei potuto propormi come testimonial per la Michelin e fare un pacco di soldi. Ma le amiche, le mie filiformi-dietetiche-salutiste-sempredigiune amiche, mi hanno costretta: “Via quelle cicce, così non ti guarda più neppure il pizzicagnolo (mio unico ammiratore degli ultimi tempi).
Insomma, l’ho incontrato. Alle quattro in punto ho suonato all’impettito portoncino di una via del centro e mi ha aperto una segretaria segaligna e altezzosa. Volevo già andarmene via di corsa ma lei mi ha praticamente spinta nella sala d’aspetto. C’era solo una signora, distinta, curata, magrissima anche lei. Doveva essere un “dopo la cura” forse noleggiata appositamente dal dietologo per rassicurare i clienti. Mi ha guardata con condiscendenza ed è tornata a leggere Marie Claire.
Dopo 20 minuti di attesa, vengo introdotta da Segaligna nella stanza dell’uomo che dovrebbe cambiarmi la vita e farmi tornare a somigliare al mio avatar.
Lui mi è subito antipatico, mi ricorda  Putin e Putin mi ricorda un cobra. Conversiamo per una ventina di minuti e l'affamatore mi piace sempre meno. E’ cattivo, ho paura, voglio la mamma e voglio tornare a casa a farmi le frittelle.
“Signora, lei ha degli squilibri alimentari notevoli. Bisogna resettare il suo metabolismo.”
Resettare?! Io non mi metto nelle mani di uno che dice resettare!
“Alla sua età, gli squilibri ormonali…la tiroide…”
Alla mia età?! Squilibri? Mi sta insultando!
Dopo una sequela di considerazioni metafisiche sui risultati delle mie analisi Putin emette il verdetto.
“Lei deve perdere una decina di chili. Non di più.”
Non di più??? Lo credo bene, dopo c’è la morte!
Segue tabella di marcia con elenco di cibi, tipo cavolfiore che non mi sono mai sognata di mangiare in vita mia; l’olio, il mio adorato olio, compare con la dicitura gocce e una serie di privazioni facilmente immaginabili. Il tutto sciorinato da Vladimir senza mai sorridere. Mai.
“Naturalmente lei tornerà per dei controlli. Ogni settimana.”
“Naturalmente.”
Pochi e gelidi salamelecchi e la visita finisce.
Lunedì - si comincia sempre di lunedì - ho brucato coscienziosamente ettari di insalata senz’olio e senza sale (via anche quello) e altra roba sconosciuta alle mie papille gustative.  Al momento ho parecchie visioni tipo quelle della piccola fiammiferaia quando le appariva una tavola riccamente imbandita… E’ probabile che muoia in tempi brevi.
 
postato da: violacciocca alle ore 08:45 | Permalink | commenti (32)
categoria:a dieta da putin