lunedì, 29 gennaio 2007
La ricetta del fai da te
 
Pare che mi sia conquistata negli anni un’immeritata fama di brava cuoca. Dal mio punto di vista diciamo che ho dimestichezza coi fornelli e un po’ di fantasia, ma niente di eclatante. Questo tuttavia fa sì che le amiche mi chiamino ogni volta che hanno una cena per sentire se ho qualche idea delle mie. Ho imparato una cosa in questi anni: che dopo essermi data da fare a suggerire spiegare, cercare tra le mie riviste e i miei libri, poi fanno tutto di testa loro. Ma non è la sola cosa che ho imparato sono arrivata a distinguere le questuanti in tre precise categorie:
Le ingrate
Chiamano in affanno, ricevono la ricetta che trascrivono avidamente, chiedendo consigli, richiamano altre due, tre volte per altri chiarimenti. Dopodiché silenzio. Intendo dire silenzio di settimane. Richiamo io, chiedo come è andata e con nochalanche mi rispondono che “Ah si, tutto bene, il piatto è piaciuto molto, mi è venuto splendidamente, però la prossima volta farò qualche modifichina, insomma sì tutto bene.”
Grazie? E’ stato anche merito tuo se ho fatto bella figura? Niente.
Le incapaci malfidate
Questa è la categoria più infida: non sanno cucinare ma non fanno altro che imbandire cene. Chiamano, chiedono la ricetta, mi fanno domande tipo “ma il tuorlo è quello rosso o quello bianco?”, trascrivono i particolari più incredibili (tipo infornare e poi chiudere lo sportello del forno). Io so già che faranno casino. Fatta la cena richiamano. Si, queste richiamano, ma non per gratitudine, no. Per infierire. Poiché, come da previsione, la ricetta non è venuta bene, vogliono sapere se per caso non ho dimenticato di dire loro qualche passaggio o qualche ingrediente, facendomi sentire la stronza che dà le ricette sbagliate apposta perché vuole tenersi il segreto. Il pensiero di una loro incapacità culinaria non le sfiora nemmeno.
Le subdole
Queste non telefonano, in genere sono invitate a casa mia. Assaggiano, con misurata enfasi fanno un complimentuccio e proseguono a masticare a quattro ganasce, servendosi una doppia porzione. Poi partono all’attacco laterale, non frontale:
“Buona, anch’io la faccio così, tu ci metti le uova no?”
“No.”
“Ah, ma ci metti la maizena? E questo saporino cos’è noce moscata? Insomma tra una decina di domande casuali ti carpiscono tutti gli ingredienti e il procedimento. Solo per confrontarlo con la loro ricetta, ovviamente…
Care amiche vicine e lontane, dopo essermi posta la domanda “Chi me lo fa fare?” e non avendo trovato una risposta, io ho preso una decisione: vi voglio bene ma le ricette non ve le do più. Ciao ciao.
postato da: violacciocca alle ore 11:14 | Permalink | commenti (37)
categoria:amiche e ricette