Cinismi
La segretaria del mio capo si sposa. Da qualche anno rimango insensibile di fronte a questi eventi che invece mandano in estasi le altre poche donne dell’ufficio: gridolini di giubilo all’annuncio, consigli a palate su vestito, chiesa, fiori, viaggio, lista. Per compensare questo mio cinico, quanto autentico disinteresse, mi offro in genere di raccogliere i soldi per il regalo che, diciamocelo, è una vera rogna.
Oggi la futura sposa è entrata da me, si è seduta davanti alla mia scrivania e con gli occhi che le luccicavano e l’aria di chi sta mettendoti a parte di un grande segreto mi fa:
“Sai cosa ho pensato?”
“Cosa?” chiedo continuando a battere sulla tastiera.
“Sai il bigliettino che si accompagna alle bomboniere coi nomi degli sposi?”
“Si, me lo ricordo.”
“Ecco – si avvicina di più con la sedia e mi guarda dritta negli occhi – ho avuto un’idea, senti se ti piace: voglio aggiungerci una frase.”
“Una frase? Che frase?”
“Una frase famosa.”
“Tipo?”
“ Questo lo volevo chiedere a te, sei l’unica che legge qui dentro e poi sono quasi tutti uomini…”
Smetto di battere sulla tastiera. Vorrei chiederle perché sente il bisogno di fare questa stronzata quando ha già tanto da dimenarsi tra inviti, fiori, partecipazioni e tutti gli orpelli nuziali. Perché non toglie invece di aggiungere? Ma non capirebbe E’ su una nuvola rosa di tulle e la vita le sussurra parole d’amore eterno.
L’unica frase famosa che mi viene alle labbra è: “Chi è causa del suo mal pianga se stesso.” Ma soprassiedo.
Lei tira fuori un foglietto e in trasparenza intravedo un elenco scritto a penna.
“Io avevo pensato – comincia – a quella di coso, lì, come si chiama, Leopardi: …e naufragar m’è dolce in questo mare! Non è splendida?”
“Effettivamente lo è, però… naufragar non lo vedo molto positivo.”
“ M’illumino di immenso?”
“E che c’entra?”
“Amor ch'a nullo amato amar perdona? Questa è bella, dai!”
“Che significa, secondo te?”
“Beh c’è la parola amor, si addice no?”
"Troppo minacciosa."
Perché non mi chiama il capo? Rompe in continuazione, mai quando serve.
“L’Amor che move il sole e l’altre stelle… questa non mi puoi dire di no: è di Dante Alighieri!”
“Si, ma mi sembra un po’ messa lì per forza.”
“Ma sai che sei difficile? Dimmene una tu allora…”
“L’amore è eterno finché dura?” butto lì scherzando, dimenticando che è totalmente priva di senso dell’humor.
“Ah Verdone, fico! Ma sai che è perfetta! Corta, d’effetto, c’è la parola amore. E poi il film è famoso.”
“Ma che dici, Lucilla stavo scherzando!”
E’ già balzata in piedi in stato di esaltazione.
“Ho fatto bene a chiedere a te, sei un genio altro che Dante.”
“Lucilla non farai mica sul serio, non puoi assolutamente scrivere quella…”
“Grazie, sei un tesoro! Per te due bomboniere.”
Chiude la porta e se ne va.
Quanto ci impiegherà per capire? E soprattutto, capirà? E che ne sarà di me per chi capirà?
Davvero non volevo essere cinica, stavo scherzando, è lei che non …certo se ce la mettesse davvero sarebbe grandioso.
E va bene sono cinica.



