(Pre)occupazione
Mia figlia, primo liceo, mi chiama in orario scolastico. Allarme rosso: è caduta, è svenuta, ha sputato al professore, è fuggita da scuola. Non riesco a pensare.
“Giorgia che c’è?” esalo.
“Mamma sono al collettivo e abbiamo deciso di occupare”
“Deciso di occup… Giorgia sei tu? Occupare cosa?”
“Mamma, la scuola! Stiamo spostando i banchi per barricare l’entrata”
Non mi sento le gambe. Vedo una bambina che mi cammina al fianco e tiene la sua manina morbida nella mia. Dov’è, cos’è successo? Era così poco tempo fa… Chi è questa aliena che parla come i compagni del ’77?
“Perché cavolo dovete occupare la scuola?”
“Mamma, la Finanziaria”
“La Finanziaria!? Che ne sai tu della Finanziaria che stai sempre davanti a MTv ?
“Mamma, la Finanziaria è la manovra di bilancio che il governo propone ogni anno all’approvazione del Parlamento…”
“Embè?”
“Bè, questa proprio non va: abbiamo letto gli interventi della legge sull’Istruzione e non ci stanno bene! Vogliamo parlare col ministro.
Ho le vertigini, guardo il telefonino per controllare se il numero che chiama è quello di mia figlia. Forse è quella di Rutelli, o la nipotina di Padoa Schioppa. Quando è successo, quando? C’è un passaggio che mi deve essere sfuggito tra la lettura de ”La fabbrica di cioccolato” e quella della Finanziaria. Io ho solo una vaga idea di cosa sia una Finanziaria.
“Giorgia, tu adesso esci immediatamente da lì e torni di filato a casa”
“Mamma me lo hai detto tu che bisogna ribellarsi alle ingiustizie!”
“Non questa ingiustizia!”
“Quale allora? Io questa ciò per le mani!”
Ho bisogno di qualcosa di alcolico.
“Sto venendo lì, Giò”
“Non mi farai fare questa figura di merda!”
“Non mi farai fare questa figura di merda!”
“Ma no, tesoro, vengo solo per portarti il tuo pigiamino con gli orsetti per passare la notte, la borsa dell’acqua calda e il tuo vecchio coniglio di peluche. E ti porto i pavesini, li vuoi i pavesini?
“Mamma, sto uscendo ci vediamo a casa.”



