Siparietto dal fruttivendolo (dieci minuti fa)
“Guido mi hai messo da parte i manghi che ti avevo chiesto?”
“Come no, signora.”
“E sarebbero manghi questi? Io non mangio questa roba, sono verdi, sai che li voglio gialli. Che mangio adesso?” sbuffa mettendo il broncio.
Siamo in tre alla bancarella del fruttivendolo, io una vecchina del quartiere e lei, la SIGNORA: cagnolino mignon in braccio, 50 anni e più, rifatta a più non posso labbra a canotto lucidissime, capelli sauvage, pantaloni aderenti e stivali. Filippina d’ordinanza al seguito.
“Dammi un cestino di lamponi e uno di fragoline. E sei kiwi maturi. Guido… maturi.”
“Certo signora.”
“Fammeli sentire… sono maturi questi? Sembrano pietre. Li scelgo io.”
Io e la vecchina ci guardiamo.
Li palpa tutti poi ne prende tre.
“E i cetrioli?”
“Eccoli qua signora”
“Sono dolci?”
“Bè sa, siamo fuori stagione…”
“Mi servono teneri e dolci, devo farci le applicazioni sul viso, lo sai no. Ma ci sei andato ai mercati generali stamattina, Guido, qui non c’è niente!”
Sento che Guido sta per afferrare la zucca alle sue spalle e lanciargliela contro.
“Per domattina me li fai trovare i manghi gialli, Guido? Gialli, no verdi! E i cetrioli dolci, mi raccomando…”
Guido si rivolge alla vecchina mentre la signora si attarda a ravanare tra i clementini.
“Angelì che te dò?”
Angelina si guarda la signora poi fa:
“Damme dù chili de zucca, gialla Guì, gialla, no verde.”
“Che te fai Angelì, na bella zuppa?”
“No, a faccio a fette e me la stenno sui ginocchi. Pei reumatismi, no?”



