sabato, 20 ottobre 2007
Soddisfazioni
 
“Mamma oggi abbiamo avuto il compito in classe d’italiano.”
“Oh… beh, come è andata?”
“Bene, ho scelto la traccia di fantascienza, c’era da immaginare come sarebbe stata la mia vita nel 2037.”
“Ah, io una traccia così me la sarei sognata, sempre mattonate storiche o letterarie. Dai raccontami cosa hai scritto, fammi leggere la brutta.”
Mi tende un foglio stropicciato.
“Cominci con una lettera a un amico? Brava, ottima trovata per descrivere la tua vita.”
Proseguo, lei immagina di essere diventata un medico legale e una esperta criminologa, come fantasticano tutte le sue coetanee abbacinate dalle vicende reali dei RIS e quelle televisive tipo CSI Miami.
… mi sono sposata e ho avuto due figli. Mia madre è morta tanti anni fa,  mentre mio padre sta bene e vive sempre con la sua compagna...
Mia madre è… mia madre è morta tanti anni fa!!?
“Giorgia, ma come, io sono morta!”
“Beh mica potevi vivere in eterno!”
“E perché papà e la sua compagna si, allora?”
“Ehm… mami devo fare un paio di telefonate e ho una montagna di compiti, adesso non ho più tempo.”
Mi strappa il foglio dalle mani e corre a rintanarsi in camera sua.
Mi ha fatta fuori! Mi ha fatta fuori e ha salvato l’adorato padre e la sua compagna, per giunta! Sono sbigottita. Vuole più bene al padre, ecco l’ho sempre pensato.
Se io morissi adesso, non gliene imporrebbe un fico secco, si trasferirebbe beata a casa del padre con una nuova madre più giovane e allegra. Che ha pure il cane che lei lo desidera tanto e poi loro fanno sempre cose divertenti, mentre io sono una lagna e sono sempre stravolta dalla stanchezza. Io la rimprovero e le rompo le scatole con i compiti, ecco perché mi ha fatta fuori. Il papi no, lui è tanto divertente e simpatico lui, l’ha lasciato in vita, lui!
Sono sicura che sotto sotto medita di abbandonarmi e andarsene a vivere con il padre. Oddio non potrei reggere.
Prendo il coraggio a due mani e vado a farle la GRANDE-DOLOROSA-INOPPORTUNA-MASOCHISTICA DOMANDA:
“Giorgia, ascolta…”
Musica a palla, nemmeno si è accorta che sono entrata. Mi faccio largo tra scarpe, libri, jeans tutti regolarmente a terra.
“Giorgia!” Spegne finalmente e mi guarda come un alieno che ha invaso il suo pianeta.
“Giorgia, senti io non te l’ho mai chiesto, ma forse tu… forse tu… preferiresti andare a vivere con papà. Io, vedi, non me la prenderei, puoi scegliere liberamente, io non ne farei una tragedia, con loro staresti sicuramente meglio…E poi verresti a trovarmi ogni tanto… verresti vero? Ogni tanto?
“Mamma! Ma che dici, sei impazzita?”
Torna a scorrermi un filo di sangue nelle vene.
“ Beh.. sai…”
Mamma, per nulla al mondo me ne andrei da questa casa! Io voglio stare qui!”
Fiumi di sangue caldo nelle vene.
“Oh tesoro, io pensavo che …”
“Stai scherzando? Primo, casa di papà è stralontana dalla mia scuola e dai miei amici, secondo loro cucinano da schifo.”
Riaccendo lo stereo a palla e me ne torno di là.
Ancora tre o quattro anni, l’adolescenza finisce e poi dicono che tornano normali.
postato da: violacciocca alle ore 08:45 | Permalink | commenti (49)
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