venerdì, 19 gennaio 2007
Un filo di trucco
 
“Ti prego mamma almeno questa volta! Tutte si truccano alle feste, perché mi tocca fare sempre le figure da sfigata!?”
“Ok, Giorgia, ma giusto un po’ di fard e un filo di ombretto. Vuoi una mano?”
“Noooo, sta arrivando Eva e ora faremo tutto noi.”
Brivido lungo la schiena.
Decido per l’estraniazione: occhio che non vede… metto un film e mi butto sul divano.
Arriva Eva con una preoccupantissima borsa gonfia.
“Ciao Eva, ti fermi a dormire dopo?” indago guardando insistentemente il valigione.
“Oh no, solo qualcosina per farci e belle…” e sfarfalla rapida verso la camera dell’amica. Sento una doppia mandata di chiave e a seguire esclamazioni risatine, risatone, trilli di cellulari e di sms senza tregua. E musica a palla, naturalmente.
Il rutilante, vacuo mondo delle adolescenti.
Dopo un’ora la porta è ancora serrata.
“Gio, volete la merenda?”
Grande tramestio, poi si apre uno spiraglio:
 “Mamma ti ho detto mille volte di non dire la parola merenda!”
“Che devo dire?”
“ Niente ci pensiamo noi, mica abbiamo otto anni.”
Lo stupido, irritante mondo delle adolescenti.
Me ne torno di là avvilita.
Segue un lunghissimo silenzio, interrotto da risatine soffocate. Altra apertura di spiraglio.
“Mamma, tra un po’ arrivano Nicola e Tom, andiamo con loro alla festa. Falli salire quando suonano.”
Due maschi! Due maschi col vocione nuovo e la peluria appena fiorita che portano la mia bambina alla festa. Mi farò dare anche il codice fiscale.
Finalmente la porta si apre e tra risatine e spintonate le due ragazze si presentano in salotto:
“ Come stiamo?”
Faccio un salto sul divano: davanti a me ci sono Tutankamon e Moira Orfei!
Non riesco a parlare, non so se buttarmi a terra e ridere fino allo svenimento o indignarmi come da ruolo genitoriale. Non mi esce un fiato sono abbacinata: hanno una colata compatta di fondotinta che segna il confine viso collo con spietata precisione. Sugli occhi strati e strati di ombretto degradante dal blu al celeste pallido. Fard a etti, gloss odore di fragola lontano un miglio. Io non so che cosa sono.
“Giorgia, forse avete un po’ esagerato, un po’ troppo di tutto, dovreste togliere…”
“Uffa mamma” fa Tutankamon, che ne sai tu, mica possiamo truccarci come ai tempi tuoi!”
Moira approva.
Suona il citofono. Sono i due ganzi che stanno salendo. Loro si precipitano in camera per l’ennesima spruzzata di profumo e l’ultima passata di gloss. Risate, risatine emozione a mille, si ripresentano in salotto davanti ai due “cavalieri” e si lasciano guardare per lasciarli di stucco.
E’ un attimo tremendo: i due cominciano a ridere sommessamente prima, poi non ce la fanno e esplodono in una risatona gigantesca, agitando le manone nell’aria e sorreggendosi a vicenda. Moira e Tutankamon sono pietrificate. Se lo meritano, ma così è troppo!
Una lacrima cerca inutilmente di farsi strada nella fanghiglia che copre il volto di Moira, poi fuggono in bagno e scolano tutto il mio latte detergente per struccarsi a più non posso. Questa volta accettano il mio aiuto che offro senza infierire, anche se il famigerato “ve lo avevo detto” mi sale prepotente alla gola.
Il doloroso e impervio mondo delle adolescenti.
postato da: violacciocca alle ore 07:33 | Permalink | commenti (39)
categoria:tutankamon e moira orfei