Un amore di colf
Julie, la domestica filippina che mi sorregge due volte a settimana mi annuncia che se ne va.
Domani.
“Julie che è successo, perché?” Lei si barrica dietro il deferente mutismo orientale e mi guarda impassibile. Le ricordo che dovrebbe concedermi almeno una settimana, la imploro di lasciarmi il tempo di trovarne un’altra, di cercarmela lei. Le chiedo se le ho fatto qualcosa di male, se l’ho fatta lavorare troppo (figuriamoci) se ha ricevuto un’offerta migliore, se vuole più soldi…
“Signora io non vuole sposare Alex.”
La guardo allibita. Chi è Alex e che cavolo me ne frega a me che lei non vuole sposare Alex e, soprattutto che c’entra? Perché la criptica filippina si abbandona ora a queste confidenze? Vengo informata che Alex è il suo promesso sposo, sono stati fidanzati dai rispettivi genitori quando avevano 12 anni. Come nel Medioevo.
Decido di abbandonare i miei interessi ed entro in modalità investigativa:
“Julie, dimmi perché non vuoi sposare Alex?”
“Io amo un altro!”
Ohmiodio!, le mie amiche vengono abbandonate dalle colf perché inseguono paghe più alte e lavori meno pesanti e io mi ritrovo in una telenovela tipo “Schiava d’amore”. Non è che sono su Candid Camera?
“Julie, qual è il problema? Al cuore non si comanda. Molla Alex e sposa l’altro.”
“Altro già sposato. Italiano sposato con quattro figli.”
Sediamoci Julie, la faccenda si fa seria. Lascia perdere questa storia, l’italiano non molla mai la moglie, tanto meno con quattro figli.”
“Suo marito mollato lei, signora!”
Effettivamente, non fa una piega.
Ma che c’entro io? Può amare il bieco italiano e continuare a stirare le mie cose e a stanare le pantegane dalla stanza di mia figlia.
“Julie ti rendi conto che resti senza un fidanzato sicuro e senza lavoro?”
“Niente problema, signora. Italiano mio amore assunto me fissa.”
Ho preso una cibalgina e ho cominciato il giro di chiamate per cercare una nuova domestica. Single.



